Progettare discariche come salotti…

Da addetto alle pulizie industriali sotto i nastri PCA (Produzione Calcare) a Direttore tecnico delle discariche: Carmine Lezza da 15 anni in ILVA.

Lo sguardo “da lavoro” arriva fin dentro casa. Non rimane nello stabilimento, se quel che fai lo fai con passione.

“Sai quanti rifiuti stai producendo?” chiede Carmine alla moglie.

“Io? No” non gli dà importanza, lei.

“La pellicola, la confezione di cartone, il sacchetto d’alluminio... Mezzo chilo di rifiuti per qualche manciata di arachidi” dice.

“In una realtà produttiva generare un rifiuto è inevitabile.
L’unica maniera per preservare l’ambiente è gestire bene i rifiuti.”

La moglie sorride: “Carmine, è sabato. E questo è un aperitivo…”

Ride anche Carmine.

Da bambino sognava di fare il veterinario e si è ritrovato geometra; prima gli studi degli architetti, poi l’ILVA: la vita va come va. Bisogna prenderla con curiosità e salirla un gradino alla volta.

Un passo alla volta Carmine è passato dalla pulizia sotto i nastri del PCA alla gestione delle discariche di ILVA. Un percorso di crescita che appare strano solo se visto da fuori. “In una realtà produttiva generare un rifiuto è inevitabile. L’unica maniera per preservare l’ambiente è gestire i rifiuti.”: dice questo il cartello all’ingresso della recente discarica ILVA, un impianto dotato delle migliori tecnologie al mondo. Quel cartello lo ha fatto mettere Carmine e racconta – oltre il lavoro di tutti i suoi colleghi e collaboratori – anche lo spirito con cui, giorno dopo giorno, ha svolto i suoi compiti: fare il massimo per ottenere il meglio.

Prima la cava: addetto alla pulizia del PCA, conducente dei mezzi speciali e quindi addetto allo sparo mine; dopo, il passaggio al settore della gestione dei rifiuti: caposquadra al controllo d’accesso, specialista nella costruzione e alla gestione delle discariche e infine direttore tecnico del comparto con l’orgoglio di gestire impianti di assoluta eccellenza. 

“Sono orgoglioso,

perché le nostre discariche potrebbero essere un salotto.”

I quindici anni in ILVA di Carmine Lezza sono stati pieni di soddisfazioni grazie alla passione di chi sa mettere nel lavoro la voglia di imparare. 

Quindici anni mai banali, perché occuparsi della gestione dei rifiuti non ammette distrazioni, né leggerezze. 

Quando parla di discarica – racconta Carmine – la gente è abituata a pensare qualcosa di sporco, di brutto. C’è diffidenza. Se vedessero quello che abbiamo in ILVA si ricrederebbero. Io lo dico sempre: le nostre discariche potrebbero essere un salotto. Quando c’è gente in visita o i controlli, sono contento che li portino qui. È banale credere di poter fare a meno dei rifiuti. È banalissimo credere che non si possa fare nulla per gestirli. Ogni giorno lavoriamo contro questa banalità.”

“Con la corretta gestione dei rifiuti si gettano le basi perché a tutti siano garantite le condizioni di lavoro ideali”

E in quindici anni di lavoro in ILVA, Carmine cose ne ha viste fare e cambiare tante. Per esempio, il continuo miglioramento della normativa in tema di ambiente è stato seguito da un costante adeguamento dei processi di lavoro, in grado oggi di garantire il massimo recupero e riutilizzo dei rifiuti. 

In altri casi l’impulso è arrivato dall’interno dell’azienda stessa. Nel 2007 fu lui stesso a introdurre la raccolta differenziata all’interno dello stabilimento: in due anni, furono raccolte 1.000 tonnellate di carta e cartone e 1.100 tonnellate di plastica.

Quindici anni di risultati professionali che Carmine sfoglia con piacere e soddisfazione per pescare la risposta a chi gli domanda del senso del suo lavoro, di come si possa sopportare la pressione che comporta essere responsabili della gestione dei rifiuti in un’azienda come ILVA: “Noi non siamo responsabili solo della gestione dei rifiuti, ma siamo responsabili anche dei posti di lavoro dei nostri colleghi. Con la corretta gestione dei rifiuti si gettano le basi perché chi lavora alla produzione abbia le condizioni ideali per fare in modo che sia garantito il lavoro di tutti”. È un gioco di squadra. L’orgoglio di essere ILVA. È per questo che lo sguardo “da lavoro” entra anche in casa.

La persona

Carmine Lezza è nato nel 1976 a Grottaglie, a un ventina di chilometri dallo stabilimento ILVA di Taranto. Sposato da due anni, oggi vive a Montemesola, altro comune del tarantino.

Geometra, dopo qualche anno di collaborazioni con studi d’architettura della zona, è entrato in ILVA nel 2001 occupandosi delle pulizie industriali sotto i nastri del PCA. In possesso di tutte le patenti di guida è stato dopo qualche anno trasferito dal suo responsabile alla guida degli scavatori e dei mezzi speciali all’interno della cava prima di ricoprire il ruolo dello spara-mine per un anno e mezzo.

Nel 2003 è stato trasferito dalla cava alla discarica, dove ha iniziato come Capo Squadra delle operazioni di controllo di accesso. Nel 2006 un nuovo cambio di mansione con l’affiancamento al geologo responsabile delle costruzioni delle discariche, grazie al quale apprende tutte le nozioni necessarie per la realizzazione e la gestione dei siti di conferimento dei rifiuti. Nel 2009 è stato nominato Direttore tecnico delle discariche e oggi guida la settantina di persone che compongono la divisione SEA (Servizi Ecologici Aziendali).

IL LUOGO

Le discariche presenti all’interno dello stabilimento ILVA di Taranto sono uno dei fiori all’occhiello del Gruppo. I due principali centri di conferimento oggi sono le aree V4, destinata ai rifiuti pericolosi, e G3, deputata ad accogliere il rifiuti non pericolosi.

Quest’ultima – dotata delle più avanzate tecnologie a livello mondiale per la gestione dei rifiuti – può ospitare fino a 2.800.000 metri cubi di rifiuti non pericolosi.