La chiusura di nastri trasportatori e torrette

Nello stabilimento di Taranto procedono i lavori di ammodernamento per ridurre la dispersione delle polveri nell’ambiente. Coperto il 65,4% dei nastri trasportatori.

Prima ancora di iniziare il proprio viaggio verso i clienti, l’acciaio prodotto nello stabilimento ILVA di Taranto ha già percorso una lunga strada. Le materie prime impiegate nella lavorazione, infatti, si spostano tra le diverse aree dello stabilimento attraverso una rete di nastri trasportatori lunga circa 60 km.

Il complesso sistema di movimentazione, composto dai nastri e dalle torri di smistamento, innerva l’intera area industriale e collega le aree portuali – dove vengono scaricate la materie prime – con gli altiforni, passando attraverso le diverse aree di stoccaggio e i differenti impianti di trasformazione.

Si tratta di un’infrastruttura fondamentale per la vita del polo industriale, il cui ammodernamento (richiesto dalla prescrizione AIA numero 6) rappresenta un passaggio importante nel percorso di ambientalizzazione dello stabilimento di Taranto intrapreso dalla gestione ILVA.

Chiudere i nastri e le torri per evitare la dispersione di polveri

La riduzione della dispersione nell’ambiente delle polveri derivanti dalla movimentazione dei materiali durante il ciclo produttivo è uno dei traguardi fissati dall’AIA e perseguiti dalla gestione commissariale lungo la strada del miglioramento delle performance ambientali dello stabilimento di Taranto.

Un obiettivo da raggiungere tramite la completa copertura dei nastri trasportatori, la chiusura delle torri di smistamento e la chiusura dei fabbricati, così da costruire, per il trasporto dei materiali di lavorazione da un settore all’altro dell’impianto ILVA, un ambiente riparato dall’azione di fenomeni esterni.

ILVA ha avviato nel 2013 un piano di interventi per adeguare il sistema di movimentazione interno allo stabilimento di Taranto alle indicazioni AIA.

Un intervento complesso, coperto il 65,4% dei nastri

A inizio 2017, risulta ultimata la chiusura sui quattro lati di circa 39 Km di nastri trasportatori, pari al 65,4% dell’intervento complessivo.

Un risultato sul quale bisogna continuare a lavorare, ma già di rilievo

Un risultato sul quale bisogna continuare a lavorare, ma già di rilievo vista la complessità del progetto: coprire i nastri trasportatori significa infatti riprogettarli dal punto di vista meccanico e ingegneristico, nonché studiare sistemi logistici alternativi che consentano di stopparne il funzionamento per apportare le modifiche necessarie senza fermare la marcia.

Gli interventi di chiusura procedono inoltre anche sulle torrette di smistamento. A oggi, ILVA ha provveduto a chiudere e depolverare ben 145 sulle 217 torri di smistamento ovvero il 66.8% dell’intervento complessivo.

A questi si aggiunge la chiusura e depolverazione dei fabbricati: sono 11 quelli già chiusi su un totale di 19, di cui altri 2 in fase di completamento.