Un’impresa improntata sulla qualità

Pietro e ILVA: una storia di qualità, fiducia e di impegno reciproco che dura da più di un quarto di secolo.
Iniziata paradossalmente in Giappone.

Era assunto da pochi mesi in ILVA, presso lo stabilimento di Novi Ligure, all’inizio degli anni Novanta, quando gli viene data l’opportunità di andare a Tokyo per un training presso un impianto gemello. Di fronte, la sfida di carpire ai giapponesi i segreti che li hanno resi famosi in tutto il mondo: la precisione, la costanza e l’eccellenza.

Un’esperienza che segnerà tutta la carriera professionale di Pietro: il confronto con un approccio così diverso arricchisce profondamente il suo bagaglio tecnico e la sua esperienza, dando alla sua formazione un inestimabile valore aggiunto. Questo incontro con la filosofia e la pratica operativa della Qualità determina la sua crescita, come professionista e come uomo. 

Infatti i mesi in Giappone influenzano notevolmente l’approccio al lavoro di Pietro: partito come giovane laureato in ingegneria meccanica, neo assunto in ILVA assieme a pochi altri selezionati giovani talenti, su cui ILVA ha deciso di scommettere, fa ritorno in Italia arricchito da tutte le competenze necessarie per potersi occupare della nuova linea di ricottura continua appena installata nello stabilimento di Novi. 

Con la rafforzata consapevolezza che “la produttività da sola non è nulla se non è sempre affiancata dalla ricerca della Qualità a partire dalla più piccola fase del processo”.

“La produttività da sola non è nulla, se non è sempre affiancata dalla ricerca della Qualità.”

Proprio per questo, dalla responsabilità nella gestione del nuovo Impianto, attraverso diverse promozioni arriva nel 2004 a diventare Responsabile della Qualità di tutto lo stabilimento. 

Nel frattempo cresce anche la sua famiglia, che ricopre un ruolo prioritario nella vita di Pietro. Nonostante le sue responsabilità e il suo impegno costante sul lavoro, Pietro porta la Qualità anche a casa, tutti i giorni: diventa felicemente padre di 5 figli con i quali ogni giorno trascorre la sua pausa pranzo, momento irrinunciabile nelle sue giornate.
E da buon padre, appassionato del suo lavoro, ricorda sempre loro come il lavoro possa anche essere veicolo di scambi culturali, di esperienza e crescita condivisa, di scoperta di nuove realtà e nuovi valori. Come è successo per lui.

E cresce anche lo stabilimento di Novi, che diventa un importante punto di riferimento per l’acciaio a valore aggiunto, in particolare per l’industria automobilistica che richiede standard qualitativi sempre più rigorosi. La Qualità diventa elemento cardine del nuovo modello di gestione e della strategia competitiva. Come succede per Pietro, il cui scopo, partendo da un approccio fondato sull'ispezione e sul controllo finale del prodotto, si evolve in un metodo gestionale integrato che interessa tutto il personale, la progettazione, la documentazione dell'attività ed in un atteggiamento volto al miglioramento continuo.
Pietro controlla la marcia degli impianti, prende in carico eventuali reclami, si occupa delle giacenze e della formazione dei nuovi assunti trasmettendo loro la stessa passione e precisione che ha respirato in Giappone; supervisiona l’andamento dell’impianto che ha contribuito a far entrare in produzione, che ha visto nascere e crescere, svilupparsi e modernizzarsi sotto i suoi occhi anno dopo anno. 

“Ho visto nascere l’impianto di Novi,  evolversi improntando le attività sulla correzione e sul miglioramento dei suoi standard, ed io con lui”

Ride pensando all’Italia in grado di replicare e migliorare gli standard giapponesi, perché il nostro è un Paese in cui la scrupolosità e la qualità sono caratteristiche intrinseche nel nostro popolo ma a volte anche restie, pigre a manifestarsi: “il fine di ogni azione che compiamo dev’essere sempre l’eccellenza” ama ripetere. 

Ogni tanto racconta ai figli di quello Shikansen (il treno ad Alta Velocità giapponese) così veloce, preciso e ordinato che assomigliava più ad un aereo che a un treno, con tutta la precisione, le regole e la disciplina che tutti rispettavano nello scendere, salire e nel posare le valigie: c’è voluto proprio il suo gruppo di italiani attoniti, impacciati e maldestri per farlo partire in ritardo!

La storia di Pietro è una storia di valore, di un rapporto simbiotico di crescita, di sviluppo, di un’impresa che cresce a fianco e insieme ai propri dipendenti alla continua ricerca di standard che superino le aspettative dei Clienti.

La storia di Pietro è la storia di un ragazzo che diventa uomo, di uno studente che diventa un grande professionista, della ricerca del miglioramento continuo.

La storia di Pietro è la storia di ILVA, di un Gruppo che ha guidato il progresso e lo sviluppo economico del Paese, che oggi affronta le sfide della globalizzazione e della sostenibilità e che ha sempre fatto della Qualità la sua bandiera, solida base e garanzia futura per costruire la crescita e il successo sui mercati.

Pietro Fossati

Pietro Fossati nasce, cresce e studia a Genova; si laurea nel 1989 in Ingegneria Meccanica. Dopo tre mesi al Centro Sviluppo Materiali a Roma entra in ILVA nel 1990 ed è da subito destinato allo stabilimento di Novi; fa il pendolare tra Genova e Novi per un anno, prima di decidere di trasferirsi.

Dopo l’esperienza in Giappone affianca dapprima il Capo Reparto in qualità di Tecnico Area per la ricottura continua, primo impianto di trasformazione all’interno dello stabilimento, fino a diventare lui stesso Capo Reparto nel 2001.

La sua carriera nell’area esercizio gli permette di avere una conoscenza completa e precisa e degli impianti e delle dinamiche interne al reparto tale da cambiare mansione e diventare, nel 2004, Responsabile della Qualità dello stabilimento di Novi, un polo di eccellenza che si caratterizza proprio per i suoi elevati standard di qualità.

Dal suo ufficio Pietro controlla la marcia degli impianti, le quantità di eventuale materiale sospeso o scartato, i reclami ricevuti. Inoltre, si occupa di tenere i rapporti esterni con Taranto, Genova e i clienti.

IL LUOGO

Novi Ligure

Novi Ligure è la città dei grandi ciclisti Coppi e Girardengo, del pittore Giovanni Battista Chiappe, del drammaturgo Paolo Giacometti e di tante altre personalità e industrie di rilievo nel panorama italiano. Tra queste spicca uno degli stabilimenti dell'ILVA, fiore all’occhiello della ricottura continua e zincatura italiana.

Lo stabilimento viene inaugurato nel 1962. A Novi, passando per Genova, arriva il materiale da Taranto che dev’essere rilavorato, trasformato attraverso il treno di laminazione e gli impianti di ricottura. Contestualmente all’ammodernamento della ricottura nel 1991 viene modificato anche il treno di laminazione e il reparto decapaggio viene unito al treno.

A inizio anni 90 lo stabilimento si trasforma, anche grazie alla lungimiranza di chi lo ha progettato, che ha previsto, fin dalle origini, la possibilità di ampliarlo per ospitare nuovi impianti, in una logica di flussi produttivi logica e lineare.

Nel 2010 c’è nuovo slancio per l’avviamento della Zincatura 4, progettata per la produzione di acciai di alta qualità. Sono anni di rivoluzione, di fermento; lo stabilimento è vivo, si evolve adeguandosi alle richieste del mercato competitivo fino a soddisfare i requisiti sempre più stringenti del mercato dell’auto.