Sempre pronti a nuove sfide

Vito Ancona, Direttore Area Acciaieria 2, da 14 anni lavora in ILVA.

Quanto spazio c’è in una valigia? Quella di Vito ne ha molto. Ci ha messo dentro l’Europa – girata seguendo la mappa della siderurgia –, l’ambizione, la passione, il sacrificio, la fatica, la voglia di imparare e la soddisfazione. Tra i biglietti aerei e le telefonate di lavoro han trovato posto anche le preoccupazioni dei familiari (“Non lavorerai troppo?” chiedono a casa), l’impegno che non conosce orari, i colleghi che diventano prima squadra e poi quasi famiglia, l’orgoglio quotidiano di costruire il meglio.

Quattordici anni dopo avere iniziato il suo viaggio in ILVA, Vito Ancona non si è ancora fermato: a ogni tappa, la sua valigia diventa più ricca, perché dentro c’è sempre un po’ di spazio per il futuro. 

“Ho imparato tanto dai miei colleghi. Qui sono cresciuto dal punto di vista professionale e umano.”

Solo chi ha fiuto per il futuro avrebbe potuto – nel 2002, quando Vito venne assunto come Caporeparto della manutenzione elettrica dell’Acciaieria 2 – scommettere sul passato di ILVA. Il Gruppo era fermo, immobilizzato da anni di crisi. Il programma di revamping dei grandi impianti fu una svolta per la storia di Vito e per quella del Gruppo.

Era un periodo particolare, pieno di energia. Sono stati anni di lavoro intensissimo, nessun orario, sfide diverse giorno per giorno: eravamo una squadra di giovani, tanti intorno ai 30 anni, e avevamo tanta voglia di dimostrare di saper fare bene sotto la guida dei colleghi con più esperienza”, ricorda oggi Vito. E’ da qui che è partito il rilancio dell’attività: i lavoratori esperti che trasmettono ai giovani la cultura della vecchia ILVA, i giovani che se ne impossessano, la produzione che riprende a correre spinta dalla riscoperta del valore della manutenzione. Vito Ancona ha vissuto questo fermento, una scuola di vita in cui ognuno ha dato il proprio contributo, condiviso il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze per crescere “non solo professionalmente. Anche umanamente”.

“La soddisfazione è stata veder ripartire tutto. Ma poi sono arrivate altre sfide, sempre nuove.”

Il futuro cambia faccia continuamente e succede che a volte non lo riconosci, anche se per buona parte della giornata sei impegnato a costruirlo – il tuo e quello dell’azienda – all’interno dell’acciaieria. Così accade che alzi la testa e, nei volti dei tuoi compagni di lavoro, ti stupisci di scoprire un domani diverso da quello che insieme avevate pensato.

Vinta la sfida impiantistica e ripreso quota la produzione, dal 2013, da Capo Area Acciaieria 2, Vito prende molto sul serio l’obiettivo aziendale di riportare l’uomo al centro del processo produttivo. Il suo fine è molto chiaro: costruire l’unità tra tutte le maestranze, fare in modo che tutte le parti impegnate nel lavoro all’interno della sua area si sentano attive nel raggiungimento dei traguardi, in un costante dialogo che oltre gli standard di produzione tenga in massima considerazione la sicurezza, l’ambiente, la capacità di innovare continuamente il processo produttivo.

“Bisogna fare in modo che chiunque lavori all’interno dell’impianto lo viva come casa propria, sentendosi così parte attiva nei processi di lavoro e di cambiamento di ILVA”

La volontà – di Vito e del Gruppo – è di non disperdere il contributo di nessuno. “Oggi gestisco 2.100 persone e voglio che tutti si sentano parte di un team. Possiamo migliorare continuamente, nella sicurezza, nella nostra compatibilità ambientale e nella produzione di qualità, solo se tutti si sentono parte di un progetto dall’inizio alla fine, perché il progetto va lanciato, seguito, osservato, corretto”, spiega Vito Ancona, non nascondendo l’orgoglio di appartenere a una storia industriale che ha radici nella sua terra.

La persona

Vito Ancona è nato a Fasano (Brindisi) 46 anni fa e oggi vive a Martina Franca con la compagna.

Dal 2002 lavora a Taranto, in ILVA, una realtà che considera parte integrante della sua terra. Il suo primo incarico all’interno del Gruppo è stato quello caporeparto della manutenzione elettrica dell’Acciaieria 2, carica con cui ha partecipato al rinnovamento degli impianti all’origine del rilancio della produzione ILVA.

Dal 2013 è diventato prima Capo Area Acciaieria 2 e poi Direttore Area Acciaieria, gestisce 2.100 persone.

Di loro dice: “Sono giovani, motivati, hanno molta voglia e capacità: le Acciaierie sono una bellissima realtà. Sono orgoglioso della mia squadra”.

Alla sua famiglia – preoccupata perché lo vede troppo impegnato – risponde: “È un periodo di transizione, dobbiamo ricostruire”. Costruire il futuro è la sua passione.   

IL LUOGO

Le Acciaierie sono uno dei settori più importanti del più grande impianto siderurgico d’Europa. Al loro interno lavorano circa 2.100 persone, suddivise in 7 macro - aree.

Nel loro processo, la ghisa liquida viene impoverita di carbonio – tramite i convertitori – e dunque, passando alla colata continua, inizia il processo di solidificazione dell’acciaio (in apposite lingotterie).

Negli ultimi due anni l’Acciaieria 2 è stata oggetto anche di importanti interventi ambientali, tra cui l’avvio della chiusura dei fabbricati di Desolforazione DES/Sud e Nord, la completa copertura del nastri trasportatori, il miglioramento del sistema ISDS installato sui convertitori (ACC2) e l’arricchimento di metano sulle torce.