Passione cambiamento

Migliorare le performance ambientali dello stabilimento di Taranto e, in particolare, dell’Acciaieria 2: una missione per Saverio Sandi, Responsabile Controllo Operativo Ambiente (COAE) di quest’area produttiva.

A volte capita di trovarsi a osservare foto vecchie di qualche anno e di stupirsi di quanto si sia cambiati: il taglio dei capelli, il modo di vestire, quella borsa che si usava quasi tutti i giorni e adesso chissà dov’è finita. Siamo la stessa persona della foto, ma la strada percorsa dal momento in cui è stata scattata ci ha reso anche diversi. A volte non riusciamo a ricordare come sia successo, altre sappiamo ricostruire per filo e per segno i vari passaggi. Saverio Sandi, appassionato di fotografia, conosce bene l’effetto che un’istantanea può fare a distanza di qualche anno. Forse è anche per questo che ricorda bene tutto quel che è cambiato in ILVA da quando ha iniziato a lavorare nello stabilimento di Taranto, perché in quel cambiamento ha investito – e investe ogni giorno – tanto impegno.

Tra i più giovani del Gruppo, ma testimone del cambiamento

“Elasticità mentale. Per fare il mio lavoro è essenziale l’elasticità mentale: niente è mai uguale” questa è, secondo Saverio, la dote che non può mancare a chi ricopre il suo ruolo.

E di adattabilità ai cambiamenti e alle nuove esperienze Saverio ha dimostrato di averne: entrato in ILVA nel 2011 come operaio, è diventato Responsabile controllo operativo ambiente ecologia (COAE) in Acciaieria 2 (ACC/2) nel 2015, senza lasciare da parte gli studi per l’Università.

Passione per il cambiamento e predisposizione della gioventù: nato nel 1989, Saverio è uno dei più giovani dipendenti di ILVA.

“Rispetto a quando sono entrato nello stabilimento, è cambiato tutto.
La produzione non è più l’unico obiettivo.”

Non è forse azzardato, dunque, vederlo come un simbolo del nuovo approccio alla produzione del Gruppo: “Rispetto a quando sono entrato nello stabilimento, è cambiato tutto. Prima la produzione era il solo obiettivo, oggi le priorità sono anche altre: l’ambiente è tra le principali”. 

Il COAE, l’aiuto che mancava

Un ruolo in questo cambiamento l’ha giocato anche Saverio al pari degli altri Responsabili controllo operativo ambiente ecologia delle varie aree dello stabilimento. 

“È una figura professionale introdotta nel 2015, proprio quando ho iniziato io” spiega Saverio. “Ci occupiamo di caratterizzare, certificare e registrare i rifiuti generati durante il ciclo di produzione, ciascuno per la sua area di riferimento.” Parole che non bastano: il controllo delle emissioni, la verifica dei parametri delle acque, la supervisione sulla gestione dei rifiuti, la preparazione delle pratiche per i rapporti con gli enti certificatori esterni sono solo una parte delle mansioni che riempiono le giornate dei COAE. 

Tutti gli aspetti della vita dell’impianto siderurgico che hanno impatto sull’ambiente, oggi, devono essere inseriti e organizzati in un processo di gestione. 

Tutti gli aspetti della vita dell’impianto siderurgico che hanno impatto sull’ambiente, oggi, devono essere inseriti e organizzati in un processo di gestione. “Dietro la costruzione di questo processo, partendo dalle carte e arrivando al controllo delle emissioni e dei rifiuti, ci sono anche io”, si concede un po’ d’orgoglio Saverio.

I numeri parlano, ma l’inizio non è state facile

Gli effetti del suo lavoro li vede tutti i giorni. “Abbiamo i numeri dalla nostra parte” dice Saverio. “ILVA ha fatto notevoli passi avanti e continuiamo a migliorare. Oggi siamo pronti per costruire qualcosa di nuovo.” 

La strada però non è stata sempre in discesa e, soprattutto all’inizio, ci sono stati momenti di difficoltà, superati anche grazie l’impegno speso dal suo Capo Area per far comprendere agli altri l‘importanza del lavoro del COAE: “All’inizio non capivano il mio ruolo. Mi guardavano e chiedevano: “Cosa sei? Il COAE?”” 

Che l’attenzione all’ambiente sia diventata una pratica quotidiana all’interno dell’ILVA di Taranto, Saverio lo nota ogni giorno e lo misura dal modo in cui i suoi colleghi si rivolgono a lui per ricevere aiuto nel lavoro di tutti i giorni. Come trattare un rifiuto, dove portarlo, cosa prevede la legge per la gestione di quel materiale: sono queste le domande cui Saverio aiuta i compagni di lavoro a trovare risposta. 

“Tutti in acciaieria hanno capito che l’aspetto ambientale è importantissimo e, infatti, i risultati parlano”.

Quando è allo stabilimento e si guarda attorno, oggi Saverio vede lavoratori consapevoli di quello che fanno: “Tutti in acciaieria hanno capito che l’aspetto ambientale è importantissimo e, infatti, i risultati parlano da soli”.

Rendersi conto di aver partecipato a fare sì che questa trasformazione avvenisse gli dà la soddisfazione e lo slancio necessari per cercare di fare sempre meglio.

“È questo l’aspetto del mio lavoro che più mi entusiasma, quello che gli dà senso”.

LA PERSONA

Saverio Sandi è nato nel 1989 a Taranto, città dove vive e lavora.

È entrato in ILVA nel 2011, come operaio, e nel 2015 è diventato Responsabile Controllo Operativo Ambiente (COAE) di Acciaieria (ACC/2).
Nel poco tempo libero che lavoro e studio – manca poco alla laurea Triennale in Ingegneria – gli lasciano, coltiva la passione per la fotografia.

Del suo lavoro apprezza la dinamicità e la varietà, che non fanno sentire la stanchezza.

Parla della sua professione con passione, ma solo con chi ha voglia di ascoltare. “Con chi non vuole sentire quanto sia cambiata ILVA in questi anni, non entro nemmeno in discussione. Quello che posso fare è solo lavorare, e dimostrare con i fatti il miglioramento in atto” dice.

IL LUOGO

Saverio è una delle 2.100 persone che lavorano all’interno di Acciaieria 2. 

Come in ogni stabilimento siderurgico, anche all’ILVA di Taranto l’Acciaieria è uno dei reparti fondamentali per il processo di lavorazione. È qui, infatti, che la ghisa liquida viene impoverita di carbonio – tramite i convertitori – e dunque, passando alla colata continua, inizia il processo di solidificazione dell’acciaio (in apposite lingotterie).

Negli ultimi due anni l’Acciaieria 2 è stata oggetto anche di importanti interventi ambientali, tra cui l’avvio della chiusura dei fabbricati di Desolforazione DES/Sud e Nord, la completa copertura del nastri trasportatori, il miglioramento del sistema ISDS installato sui convertitori e l’arricchimento di metano sulle torce.