"Il mio obiettivo è promuovere l’uso efficiente e razionale dell’energia"

L’obiettivo di Ilva è creare innovazione, anche nel settore energetico. Le testimonianze dei nostri dipendenti evidenziano come la ricerca del miglioramento continuo passa anche dalle idee e dalla forza di volontà dei singoli interpreti, che hanno raggiunto altissimi livelli di preparazione professionale. Grazie al lavoro di tutti, Ilva ha ottenuto i certificati bianchi, veri e propri titoli di “efficienza energetica”.

Alexander Mastrolia è ingegnere industriale, ha 36 anni, un figlio di poco più di 1 anno e si divide tra le gioie che gli riserva il piccolo Marco e la passione che mette nel lavoro di Energy manager per Ilva. «Basti dire che mio figlio è nato alle 9.34 del 3 marzo 2016 e io quello stesso giorno, alle 13.30, ero di nuovo in azienda».  

Lui va di corsa e lo fa con l’obiettivo di migliorarsi. Sempre. Senza guardare troppo ai sacrifici necessari e con il carburante della passione. Mastrolia arriva allo stabilimento Ilva di Taranto nove anni fa, appena laureato al Politecnico di Bari.

Entra come tecnico di automazione in cokeria e dopo un po’ inizia a collaborare a un programma di efficientamento energetico nell’area Lam, il Laminatoio a caldo, prima di passare alla Direzione Gruppo Innovazione e Sviluppo Tecnologie come project manager e ricercatore junior, sempre per occuparsi di monitoraggio ed efficienza energetica.

Sono le competenze che nel febbraio 2017, insieme ai titoli necessari che ottiene studiando di notte mentre lavora,
gli valgono la promozione a Energy Manager di Gruppo. 

Sono le competenze che nel febbraio 2017, insieme ai titoli necessari che ottiene studiando di notte mentre lavora, gli valgono la promozione a Energy Manager di Gruppo. Non solo, quindi, per lo stabilimento di Taranto, ma anche per gli altri impianti e sedi di Gruppo.

«Essere Energy Manager è una bella responsabilità, bisogna sensibilizzare tutti i colleghi sull’obiettivo dell’uso corretto dell’energia, e realizzare progetti e investimenti che puntino a questo risultato». 

La figura dell’Energy Manager è prevista dalla legge 10/1991 per tutte le aziende energivore, ovvero che consumano più di 10 mila Tep l’anno (tonnellate equivalenti di petrolio), e il suo compito è promuovere l’uso efficiente e razionale dell’energia. Un ruolo sempre più importante, soprattutto in un’azienda come Ilva che mette la sostenibilità ambientale al centro della propria azione. 

«Essere Energy Manager è una bella responsabilità», racconta Mastrolia, «bisogna sensibilizzare tutti i colleghi sull’obiettivo dell’uso corretto dell’energia, e realizzare progetti e investimenti che puntino a questo risultato». 

Tra i tanti interventi in campo, ci sono i tre progetti che hanno permesso a Ilva di ottenere i cosiddetti certificati bianchi, veri e propri titoli di “efficienza energetica”, introdotti dai Decreti ministeriali del 20 luglio 2004 per promuovere il risparmio energetico.

Questi tre lavori sono già stati valutati e approvati dal GSE (Gestore Servizio Elettrico), che ha concesso a Ilva i titoli che comportano un riconoscimento economico del risparmio energetico ottenuto, “ma diversi altri interventi sono in corso, in fase di evoluzione impiantistica, e da questo punto di vista cerchiamo di operare sempre celermente perché lo merita l’azienda, tutti coloro che ci lavorano e l’ambiente”, sottolinea Mastrolia.    

Un altro strumento importante nelle mani dell’Energy Manager è  la “diagnosi energetica”. Anche questa è prevista per legge e consiste nell'analizzare in dettaglio come l'impresa consuma energia (per riscaldamento, raffreddamento, produzione di acqua calda sanitaria, consumi di elettricità e trasporti) e in base ai risultati ottenuti decidere gli interventi per ridurre sprechi e ottimizzare costi e consumi.

Questa diagnosi si consegna ogni 4 anni all'Enea, con la prossima scadenza fissata per dicembre 2019. «Stiamo già lavorando su questo obiettivo», spiega Mastrolia, «perché per noi la diagnosi non è solo un obbligo di legge, ma una opportunità per risparmiare e migliorare i processi».  

Le analisi dei consumi, d’altra parte, per Mastrolia sono una pratica affinata negli anni, iniziata quando collaborava con l’area Lam ed “esportata” ora a livello di Gruppo come Energy Manager. «E per questo ringrazio ancora oggi il collega Francesco Alba, capo area ai treni 1 e 2, che un bel po’ di anni fa mi ha preso con sé e mi ha aiutato a muovere i primi passi nel mondo dell’efficientamento energetico. Ricordo che lo seguivo ai laminatoi, anche sabato e domenica, e da lui ho veramente imparato tanto».

«Ho fatto un corso di preparazione di 40 ore presso un centro studi a Bari e ho studiato di sera per ottenere la certificazione.
Ricordo che fu un esame complesso, ma nel febbraio 2017 sono diventato Energy manager».

Nell’ottobre 2015, quando parte un progetto di efficientamento su tutto il polo industriale di  Ilva, l’ingegner Giancarlo Quaranta, capo della Direzione Gruppo Innovazione e Sviluppo Tecnologie, lo chiama per lavorare nell’area Ricerca e Sviluppo. Mastrolia entra come project manager con la qualifica di ricercatore junior, prima di passare senior; e prima di avviarsi deciso verso la carriera di Energy manager. “A  giugno 2016 mi mancava solo un tassello, la certificazione EGE di esperto della gestione energia ai sensi della Uni Cei 11339, necessaria per presentare a nome dell’Ilva i progetti che avevamo messo in campo per puntare ai certificati bianchi».  

«Ho fatto un corso di preparazione di 40 ore presso un centro studi a Bari, ho studiato di sera dopo il lavoro e alla fine ho sostenuto l’esame a Bergamo per ottenere la certificazione. Ricordo che fu un esame complesso, e che per il ripasso finale mi ero letteralmente chiuso due giorni interi in un albergo bergamasco. Ma nel febbraio 2017 sono diventato Energy manager».

Perché l’importante nella vita è credere sempre nelle proprie passioni e realizzarle per crescere. «Quasi come fosse un gioco, proprio come sta facendo ora il mio piccolo Marco».